Prolassi (utero, vescica, retto): come intervenire prima che sia troppo tardi


In questo video viene trattato il tema del prolasso uterino, della vescica e del retto, delle loro cause e delle possibili soluzioni.
La causa principale dei suddetti prolassi è la debolezza del pavimento pelvico, i cui sintomi sono: l’atonia vaginale, quindi una vagina che tende a essere più dilatata, il prolasso uterino, il prolasso della vescica e il prolasso rettale. Possiamo avere anche una incontinenza urinaria e nei casi gravi un’incontinenza fecale e in più una debolezza generale del bacino che causa una debolezza degli organi in generale.

Quando la pelvi è debole si possono verificare due situazioni:
⛔️ ptosi pelvica, cioè lo spostamento verso il basso di uno o più organi del bacino;
⛔️ prolasso pelvico, cioè la fuoriuscita vera e propria dell’organo.

Il prolasso pelvico può essere:
– dell’utero
– della vescica
– del retto.

Il primo tipo di prolasso, cioè quello uterino, può avere tre stadi:
1. l’utero comincia a scendere senza variazioni anatomiche evidenti;
2. la comparsa permanente dell’utero a livello della vulva;
3. la fuoriuscita totale dell’utero dalle vie genitali.

I sintomi della ptosi pelvica sono:
⛔️ pesantezza e compressione al basso ventre;
⛔️ dolori lombari spesso confusi con lombalgia o sciatalgia;
⛔️ bisogno frequente di urinare durante il giorno ma anche durante la notte, il bisogno di alzarsi durante la notte a urinare anche se non si è bevuto molto;
⛔️ perdita di urine in seguito ad uno sforzo, ad una risata per esempio, ad un colpo di tosse, ad un salto
⛔️ disturbi o dolori durante il rapporto sessuale;
⛔️ assenza o diminuzione dalla sensibilità vaginale e anche un calo del desiderio;
⛔️ disturbi della circolazione;
⛔️ varici;
⛔️ emorroidi;
⛔️ edemi;
⛔️ infiammazioni dell’apparato genitale, per esempio leucorrea, cioè perdite biancastre o altre perdite anomale, per esempio anche perdite di sangue possono essere tra i sintomi della ptosi.

I sintomi del prolasso pelvico sono:
⛔️ incontinenza urinaria;
⛔️ fuoriuscita delle pareti vaginali o dell’utero o della vagina;
⛔️ disturbi della defecazione.

Esistono vari tipi di prolasso pelvico:
• isterocele, l’utero cede e discende in vagina;
• cistocele, la vescica cede e preme sulla vagina;
• rettocele, il retto cede spingendo in avanti e premendo sulla vagina;
• colpocele, la vagina scivola verso il basso trascinando con sé la vagina e il retto.

Quando la vagina diventa debole si parla di atonia vaginale. Le cause sono da ricercare in una vita troppo sedentaria (si passa molto tempo seduti), sforzi fisici eccessivi, stitichezza persistente, sovrappeso, un parto affrontato con un pavimento pelvico non tonico, gli anni che passano, un intervento chirurgico.

Le soluzioni per la ptosi e il prolasso pelvico sono:
✅ l’intervento chirurgico, proposto dalla medicina ufficiale;
✅ la ginnastica intima.

 

Trascrizione del video per non udenti

Ciao, sono Simona Oberhammer e in questo video voglio parlarti del prolasso uterino, del prolasso della vescica e del prolasso del retto e della possibilità di combatterli, di contrastarli attraverso la ginnastica intima, che rafforza la debolezza del pavimento pelvico.

Come prima cosa ti darò alcune informazioni su questi disturbi. innanzitutto ti premetto che la ginnastica intima è la ginnastica che va a rafforzare la muscolatura del pavimenti pelvico. Questa struttura muscolare è fondamentale per sorreggere bene gli organi all’interno e nel caso di prolassi noi abbiamo una struttura che non sorregge bene gli organi interni, perché questa struttura contiene, ha lo spazio per contenere la vescica, per contenere l’utero, per contenere il retto e poi anche altri organi come appunto le ovaie, la vagina, ecc.

Quindi se questa struttura pelvica, questo pavimento pelvico, questa muscolatura non è ben tonica, i prolassi sono possibili e in più peggiorano nel tempo.  Mantenendo, ridando tonicità a questa struttura, si migliora la condizione  e si può prevenire qualsiasi disturbo, specialmente anche se per esempio  in famiglia si tende avere la mamma, la nonna che hanno avuto dei prolassi, mantenendo invece questa muscolatura tonica si evita di incorrere in questo problema.

Allora io, come prima cosa, in questo video, ti voglio spiegare cosa sono i prolassi, ti voglio spiegare anche, dare delle informazioni riguardo questi tipi di prolassi ricordandoti che la ginnastica intima ti può aiutare molto in queste condizioni e poi ho preparato degli esercizi. Per conoscere i segreti della ginnastica del pavimento pelvico vai a questo indirizzo web, lo trovi anche in descrizione. Avrai inoltre delle informazioni sul video corso di ginnastica intima con gli esercizi specifici per il disturbo che vuoi affrontare oppure che vuoi prevenire.

Quando abbiamo dei disturbi che riguardano la debolezza del pavimento pelvico, quindi di questa muscolatura, possiamo avere dei disturbi quali: atonia vaginale, quindi una vagina che tende a essere più dilatata, un prolasso pelvico, cioè il prolasso uterino,  il prolasso della vescica e il prolasso rettale. Possiamo avere anche una incontinenza urinaria e nei casi gravi un’incontinenza fecale e in più una debolezza generale del bacino, che causa comunque una debolezza degli organi in generale.  Quindi, quando il pavimento pelvico è debole, questi possono essere dei disturbi che possono comparire.

Differenza tra ptosi e prolasso pelvico

Adesso ti voglio spiegare la differenza tra ptosi e prolasso pelvico. Allora quando la pelvi è debole due sono le situazioni che possono verificarsi e più precisamente una è la ptosi pelvica e l’altro è il prolasso pelvico e vediamo la differenza tra queste due condizioni e quali sintomi, quali situazioni causano.

La ptosi pelvica è lo spostamento verso il basso di uno o piu organi del bacino. Si tratta di una discesa permanente e progressiva,  che nel tempo, se viene mantenuta, senza tonificare la muscolatura pelvica come appunto ti sto consigliando, sfocia nel prolasso pelvico.

Il prolasso pelvico invece è la vera e propria fuoriuscita dell’organo stesso o di una sua parte dalle cavità da cui è sostenuto. In questo caso le strutture di sostegno degli organi addominali apelvici, i legamenti e soprattutto i muscoli cedono e non svolgono più la loro funzione nel modo migliore. L’assetto degli organi quindi si modifica, cioè prende una nuova conformazione facendo cadere gli organi verso il basso per forza di gravità. Da questa situazione, da questo prolasso cosa può insorgere? Può insorgere il prolasso uterino, il prolasso della vescica o il prolasso rettale. Adesso ti voglio dare delle spiegazioni sul primo tipo di prolasso, il prolasso uterino. In questa slide ti mostro cosa può succedere in caso di prolasso dell’utero. L’utero discende e dalla sua posizione normale scende verso il basso. Può scendere con vari stadi e infatti possiamo avere i tre stadi del prolasso uterino, cioè abbiamo il primo stadio, il secondo stadio ed il terzo stadio. E adesso ti spiego che cosa succede all’utero man mano che l’utero scende a causa del prolasso e a causa anche di una muscolatura pelvica indebolita che però puoi imparare a rafforzare per evitare tutta una serie di disturbi. Allora, nella prima fase, che è la fase meno grave in cui prima si interviene meglio è, in questa fase non ci sono delle variazioni anatomiche evidenti. Puoi accorgerti anche da sola con una esplorazione digitale della situazione. Infatti a breve profondità percepisci il collo dell’utero scivolato verso il canale vaginale e quindi hai una sensazione come di qualcosa presente in vagina e in questo caso per esempio una cosa che può succedere, possono manifestarsi delle difficoltà a mantenere in vagina un tampone interno, che per esempio mentre hai inserito un tampone interno mentre fai uno sforzo e il tampone interne viene rigettato verso l’esterno.  E questa è la prima fase, una fase in cui sarebbe davvero utilissimo intervenire subito, appena si è in questa situazione,  con la ginnastica intima.

Poi abbiamo la seconda fase in cui invece si vede la comparsa permanente dell’utero a livello della vulva, quindi una fase già avanzata. Abbiamo poi la terza fase che si verifica quando l’utero è ormai completamente fuoriuscito dalle vie genitali. Questa fase è determinata dal cedimento della parete anteriore posteriore della vagina e del collo dell’utero. Per fortuna è la meno frequente, però è quello che può succedere nelle varie fasi quando inizia una ptosi pelvica e poi si passa al prolasso pelvico.

Ora, mentre sto parlando probabilmente ti chiedi: “Ma quali sono i sintomi del prolasso? Cosa si sente in caso di prolasso?” Quando un organo prolassa, di solito si sente, cioè hai una percezione piuttosto nitida. Prima di tutto si avverte un senso di peso, cioè come una sensazione di fastidio, una sensazione spiacevole e a livello delle pelvi e soprattutto della vagina, come se ci fosse qualcosa che appesantisce.  Si può provare anche un disagio, un senso spiacevole quando si svolgono le attività quotidiane, ma anche quelle più semplici come fare una passeggiata per esempio, andare in bicicletta o anche, soprattutto stare a lungo in piedi. Si avverte una sensazione spiacevole e di pesantezza.  Naturalmente questi sintomi sono molto più frequenti a fine giornata, perché ovviamente abbiamo mantenuto la posizione eretta per più tempo e quindi la situazione, per questione di forza di gravità si è aggravata.

Ora vediamo in modo più specifico i sintomi. Prima ti spiegherò i sintomi della ptosi pelvica, dove c’è solo un abbassamento leggero degli organi e poi vediamo in modo più specifico i sintomi del prolasso pelvico.

Trascrizione del video per non udenti

I sintomi della ptosi pelvica

Le manifestazioni che si presentano quando si verifica la ptosi pelvica sono queste:

  • pesantezza e compressione al basso ventre;
  • dolori lombari spesso confusi con lombalgia o sciatalgia;
  • bisogno frequente di urinare durante il giorno ma anche durante la notte, il bisogno di alzarsi durante la notte a urinare anche se non si è bevuto molto;
  • perdita di urine in seguito ad uno sforzo, ad una risata per esempio, ad un colpo di tosse, ad un salto
  • disturbi o dolori durante il rapporto sessuale;
  • e ancora assenza o diminuzione dalla sensibilità vaginale e poi anche un calo del desiderio, perché questa situazione ti porta anche ad avere un calo del desiderio;
  • disturbi della circolazione;
  • varici;
  • emorroidi;
  • edemi;
  • infiammazioni dell’apparato genitale, per esempio leucorrea, cioè perdite biancastre o altre perdite anomale, per esempio anche perdite di sangue possono essere tra i sintomi della ptosi.

Qui da questa immagine puoi osservare la ptosi pelvica e puoi vedere meglio gli organi pelvici in posizione normale nella prima immagine. Infatti puoi notare che gli organi sono posizionati nella loro sede anatomica. Come puoi vedere, l’utero, la vescica, la vagina e il retto sono tutti posizionati nella loro sede anatomica.

Nella seconda immagine, invece, puoi vedere gli organi pelvici quando sono in stato di ptosi, cioè hanno un abbassamento. Vedi che la vescica è compressa, l’utero è abbassato, l’addome è prominente, perché questa situazione di ptosi causa poi anche un addome prominente e anche il retto è compresso.

Quindi puoi vedere la differenza tra una situazione normale e una situazione in cui si è instaurata una ptosi pelvica.

I sintomi del prolasso pelvico

Ora vediamo invece il sintomi del prolasso pelvico, cioè quando il disturbo diventa più grave, quando appunto ha subito un peggioramento. Ti mostro una slide riassuntiva e i sintomi che possono presentarsi in caso di prolasso pelvico possono essere:

  • incontinenza urinaria;
  • fuoriuscita delle pareti vaginali o dell’utero o della vagina;
  • disturbi della defecazione. Se l’intestino terminale, la parte finale dell’intestino è coinvolta in questo abbassamento, può subentrare una difficoltà ad evacuare oppure può verificarsi una fuoriuscita ad esempio di feci o di gas intestinali. Quindi in questo caso non c’è più una continenza.

In questa slide successiva ti elenco per chiarezza, in modo da renderti chiara diciamo l’esposizione che ti sto facendo, i tipi di prolasso pelvico.

I tipi di prolasso pelvico

Il prolasso pelvico si può definire in questo modo: come isterocele quando l’utero cede e discende in vagina; poi c’è il cistocele quando la vescica cede e preme sulla vagina. Un altro prolasso è il rettocele, cioè quando il retto cede, spinge in avanti premendo sulla vagina, il prolasso rettale; il colpocele, quando la vagina scivola verso il basso trascinando con sé la vescica e il retto. E questi sono i diversi tipi di prolasso pelvico.

Qui, per darti chiarezza, ti mostro un’altra immagine in cui puoi notare diversi tipi di prolasso pelvico e nella prima immagine puoi osservare il prolasso dell’utero che scende all’interno della vagina. Nella seconda immagine puoi notare il prolasso della vescica, che preme sulla vagina. Nella terza immagine si evidenzia il prolasso del retto, che spinge in avanti e preme sulla vagina. Quindi sono i tre tipi di prolasso che puoi vedere in queste immagini.

Trascrizione del video per non udenti

L’atonia vaginale

Dopo averti parlato del prolasso uterino, del prolasso della vescica e del prolasso rettale, vorrei anche parlarti dell’atonia vaginale, che è sempre collegata alla debolezza pelvica, cioè vorrei parlarti della situazione in cui la vagina diventa debole: l’atonia vaginale.

Questa debolezza pelvica, come dicevo, si riflette anche sulla vagina. In che modo? La vagina si percepisce, per esempio, meno tonica, come se fosse più inerte. Non devi dimenticare questo: che la vagina è formata da tessuti muscolari, quindi si può contrarre, si può distendere, si può chiudere. E quindi è importante che questi tessuti per il benessere abbiano una loro tonicità, cioè siano mantenuti tonici. Purtroppo in alcune donne sono così lassi, hanno una tale lassità, un tale ipotono che per esempio, se hanno applicato un tampone interno – facevo l’esempio prima – con un piccolo sforzo tendono a rigettarlo.

Ora, una vagina priva di tono ovviamente causa dei problemi e anche causa una minore sensibilità e un minor piacere durante l’atto sessuale sia da parte della donna durante la penetrazione, sia da parte della donna e sia da parte dell’uomo. E quindi la ginnastica intima, la tonificazione della muscolatura pelvica è estremamente indicata in questo caso, perché la muscolatura pelvica è anche una muscolatura perivaginale. Essendo il pavimento pelvico formato da più strati, circonda anche in parte appunto la vagina. Considera che il pavimento pelvico è formato da tre strati sovrapposti: primo, secondo e terzo strato. E questi strati hanno una struttura a rete, quindi sono tutti intrecciati. Infatti, quando si impara a muovere la muscolatura pelvica e si fa la contrazione  si sente come un abbraccio, come una stretta attorno alla vagina. Quando si rilassa, si sente la distensione.

Ti voglio ora dare alcune informazioni sulle cause del prolasso e della debolezza pelvica, perché molto spesso le donne, per esempio, anche durante i miei corsi o durante le mie conferenze, mi vengono a chiedere: “Dottoressa, ma da cosa è causata questa debolezza pelvica? Perché soffro di ptosi pelvica? Perché soffro di prolasso dell’utero?” E quindi in questo video voglio anche darti delle informazioni sulle cause della debolezza pelvica.

L’atonia pelvica, la debolezza pelvica non nascono da sole, non nascono semplicemente per una debolezza congenita. Ci sono diverse cause. Lo stile di vita è sicuramente importante. E quindi adesso ti elenco queste cause.

Le cause della debolezza pelvica

Allora, la prima causa è troppo sedute, manca il movimento spontaneo e adesso ti spiego il perché. Se trascorri molte ore ferma, seduta, sul divano, sulla sedia, in ufficio, insomma in qualsiasi situazione, ma molte ore seduta, i muscoli pelvici, come in generale poi tutti i muscoli del corpo, si indeboliscono. Cioè se un muscolo non lo muoviamo, il muscolo si indebolisce, se un muscolo lo muoviamo, lo tonifichiamo, il muscolo si rafforza. Quindi la sedentarietà è una delle cause principali della perdita di tono muscolare a livello pelvico. Spesso la debolezza muscolare però del pavimento pelvico non si mostra soltanto in chi sta molto seduto, ma anche in chi in qualche modo non esercita bene la muscolatura pelvica. Allora potresti magari dire: “Sì, io sto seduta, però faccio molta ginnastica” oppure “No, io mi muovo” oppure ancora “Io sono una persona molto sportiva che fa molta ginnastica, molto movimento”, ecc., ecc. Ecco, se non facciamo degli esercizi specifici per il pavimento pelvico, non è detto che tonificando tutta l’altra muscolatura, il pavimento pelvico sia tonico. Anzi, per ad esempio le persone che fanno tanta palestra, per esempio tanti addominali e creano costantemente una forte pressione intra – addominale, se il pavimento pelvico tende ad essere poco tonico, addirittura si sforza di più. Quindi andrebbe sempre fatta un’attività fisica, inserendo anche la ginnastica intima come supporto e come base. Cioè come tonifichiamo tutti i muscoli del corpo, perché non dobbiamo tonificare il pavimento pelvico, che è così importante per la salute di tutti gli organi, che contiene la pelvi, che sono davvero tanti: apparato genitale, vescica, parte delle vie urinarie, intestino? Non è poco. Quindi, in realtà appunto questo pavimento pelvico, anche nelle persone che tendono a fare moto, tante volte non è tonico. E quindi la sedentarietà è la prima causa, ma in generale anche un movimento non specifico.

Trascrizione del video per non udenti

Poi abbiamo un’altra causa: gli sforzi eccessivi. Bisogna fare molta attenzione agli sforzi eccessivi e infatti io nel mio programma di ginnastica intima, consiglio anche proprio tutti gli esercizi posturali, in cui si impara ad alzare un peso nel modo corretto, a fare certe attività quotidiane nel modo corretto per non sforzare il pavimento pelvico. Infatti, se trasporti pesi eccessivi, se sollevi carichi, cioè fai un’attività in cui devi sforzarti oppure se fai anche un’attività fisica molto ma molto intensa, come dicevo prima, in cui sforzi molto determinati muscoli, specie quelli della fascia addominale oppure fai molti salti o ancora hai una tosse che dura da molto tempo, frequente, che ti porta, quindi, ogni volta che si tossisce, a creare una pressione addominale più forte, a sforzare il pavimento pelvico, tutto questo può causare un indebolimento del pavimento pelvico. Ogni volta che il corpo compie uno sforzo che è troppo per lui, per le proprie capacità, i muscoli addominali si contraggono e premono sui visceri. Quindi questo provoca una pressione intra – addominale  e si ripercuote sul pavimento pelvico. Se il pavimento pelvico è debole, non può svolgere la funzione di contenimento e di sostegno e si va ad aggravare un’atonia pelvica di base. Quindi, in questo caso, le fasce muscolari sono sottoposte ad uno stress meccanico continuo, prolungato, che con il passare del tempo tende a sfiancarle.

Un’altra causa della debolezza pelvica è la stitichezza, soprattutto se è una stitichezza cronica, protratta per lunghi periodi. La costipazione intestinale infatti mantiene costantemente elevata la pressione all’interno del bacino e grava sulle strutture di sostegno e di contenimento pelviche, provocando così poi il loro cedimento, il loro indebolimento. Inoltre anche lo sforzo di evacuare accentua la compressione addominale. Alle persone che anche appunto soffrono di stitichezza io consiglio anche di lavorare sul pavimento pelvico, imparando a tonificarlo e contemporaneamente anche imparando a rilassarlo nel momento dell’evacuazione per combattere la stitichezza.

Poi vediamo un’altra causa dell’atonia pelvica ed è il sovrappeso. Cioè quando i chili sono troppi, c’è un peso che grava sul corpo e quindi anche sulla pelvi. Benché la struttura in questa zona sia piuttosto salda e robusta, la struttura muscolare e legamentosa è invece più delicata, cioè il pavimento pelvico è più delicato e può quindi cedere con questo carico eccessivo da mantenere.

Un’altra causa è il momento del parto, cioè sia la gravidanza che il parto, perché in questa situazione la pelvi è molto impegnata. Deve sostenere il peso del bambino per nove mesi e durante il parto deve comunque dilatarsi e dilatarsi molto e quindi può venire affaticata. Ovviamente se è tonica, non ci sono problemi, perché ovviamente il corpo della donna è fatto per fare crescere un figlio dentro di sé per partorirlo, però la pelvi deve essere tonica. Se già partiamo da una situazione poco tonica, naturalmente verrà sovraffaticata dalla gravidanza e dal parto.

Un’altra situazione sono gli anni che passano, cioè man mano che passano gli anni, la pelvi, come l’organismo, può indebolirsi. Se abbiamo uno stile di vita sano, sicuramente la pelvi può rimanere efficiente e tonica, però se abbiniamo la menopausa con il calo degli estrogeni ad uno stile di vita in cui il pavimento pelvico non viene mai tonificato, può presentarsi una perdita dell’elasticità dei tessuti in modo più frequente rispetto all’età giovane.

Trascrizione del video per non udenti

Un’altra situazione che determina la debolezza pelvica può essere proprio l’intervento chirurgico in cui la pelvi viene messa sotto sforzo. Infatti, in caso di interventi chirurgici agli organi del bacino, la pelvi è esposta ad una perdita di tono, per esempio, in caso di isterectomia, cioè quando viene asportato l’utero. Quando questo organo viene rimosso chirurgicamente, spesso appunto una parte dei tessuti legamentosi viene recisa e la struttura si indebolisce. Anche le cicatrici interne lasciate dall’intervento stesso possono causare atonia pelvica. Se però il pavimento pelvico è forte o si è fatta appunto una tonificazione pelvica sia prima dell’intervento sia dopo l’intervento, può fornire ugualmente un buon sostegno anche quando i legamenti di sospensione uterini non ci sono più e quindi la tonificazione pelvica può supportare molto bene qualsiasi intervento chirurgico.

Le soluzioni per la ptosi e il prolasso pelvico

Ecco, quali sono le soluzioni generalmente proposte per la ptosi pelvica o per il prolasso pelvico? Le soluzioni che la medicina ufficiale propone sono quelle chirurgiche, cioè si interviene con la chirurgia. Ora, la chirurgia in certe situazioni, quando si è arrivati ad un prolasso pelvico, è necessaria, però quello che si può fare prima che si arrivi a questa situazione o quello che si può fare anche in abbinamento alla chirurgia con la ginnastica intima è veramente tanto. Perché il risultato che noi otteniamo con la chirurgia, in caso di queste situazioni, è questo: la chirurgia agisce sull’effetto e non sulla causa ovviamente di questi problemi, cioè sulla debolezza dei muscoli pelvici. Inoltre provoca un’ulteriore perdita della forza muscolare pelvica che è già carente in una struttura di questo tipo. Ha un effetto limitato, cioè il prolasso e l’incontinenza vengono eliminati al momento, però a distanza comunque si possono formare sotto altre forme con prolassi di altri organi. Ecco perché io consiglio che appunto gli interventi chirurgici debbano essere presi e appunto affrontati proprio come ultima possibilità, ma prima di intervenire più che si può e prima possibile, appena si mostrano le prime manifestazioni o ancora meglio ancora prima se si sa che in famiglia si tende a soffrire di questi disturbi, con la ginnastica intima.

La ginnastica intima dovrebbe essere appresa veramente da tutte le donne, anche già da giovani per mantenere un pavimento pelvico tonico e per evitare le ptosi e i prolassi pelvici. Quindi la ginnastica intima è veramente una soluzione nuova ed è anche una soluzione imparare a muovere questi muscoli interni, tra l’altro con esercizi molto semplici, esercizi che io chiamo anche invisibili, perché li puoi fare anche senza essere vista dagli altri, seduta tranquillamente su una sedia in una sala d’attesa, in qualsiasi diciamo situazione tu sia, perché muovi soltanto la muscolatura interna. Sono anche esercizi che riportano se stesse in contatto con la propria femminilità.

Devo dire che le donne, per esempio, che vengono da me e che si trovano ad aver subito diagnosi di questo tipo e vengono ad esempio ad un mio corso o ad una mia conferenza, tante volte se hanno subito una diagnosi per esempio di prolasso uterino, si sentono quasi come rassegnate. Tante volte mi dicono: “Sono vecchia”, anche se in realtà magari non lo sono proprio per niente o “non sono più attraente per un uomo” o “non funziono più, sono logora”. Cioè c’è questa sensazione di non funzionare più, di avere il corpo che non va bene. E quindi c’è anche tutto il discorso psicologico che segue a queste diagnosi.

Trascrizione del video per non udenti

E poi inoltre, per esempio, in caso di prolasso uterino consideriamo questo: che l’utero è simbolicamente collegato alla propria auto – immagine di donna. Quindi è come se venisse strappato via qualcosa di sé, della propria femminilità.

Ora, la ginnastica intima veramente in qualsiasi condizione sei ti può aiutare, anche se hai subito un intervento chirurgico, perché può comunque mantenere sana la zona, ridare tonicità a livello vaginale, migliorare il piacere sessuale e ridare comunque beneficio, una buona vascolarizzazione a tutta la zona.

Per conoscere i segreti della ginnastica del pavimento pelvico, vai a questo indirizzo web, lo trovi anche in descrizione. Avrai inoltre anche delle informazioni sul videocorso di ginnastica intima con gli esercizi specifici che vuoi affrontare oppure che vuoi prevenire.

Per questo video è tutto e se lo hai trovato utile, mi farà piacere se lo vorrai condividere. Se vuoi altre informazioni da me, ti consiglio di inscriverti al mio canale Youtube, in modo da venire informata costantemente su tutti i nuovi video che creo, per cercare di diffondere queste tematiche del naturale e potere occuparci di noi stesse in modo naturale. Inoltre ti ringrazio se vorrai mettere il “mi piace” a questo video. A presto, ciao.

 

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